Un'altra forte scossa.
Non l'ho sentita, come la volta scorsa.
Ascolto la tv: i morti, i danni, la paura, l'angoscia, lo scoramento.
Ma la natura non lo sa.
Non sa quanto può essere mortale un suo fremito, la natura non è cattiva, la natura è natura.
Noi abbiamo creduto di poter fare, desiderare, progettare, senza pensare che tutto può finire in un momento.
L'uomo è antropocentrico, la natura no.
Le case che crollano, i luoghi di lavoro che uccidono, le chiese che si sbriciolano, tutto quello che per l'uomo è importante sparisce, senza che lui possa intervenire.
L'impotenza ci riporta in maniera scioccante alla nostra finitezza.
E' necessario stringersi intorno alla sofferenza di chi ha subìto l'incoscienza della natura e dare un senso alla distruzione.
Se un senso c'è, è quello di ripartire dalla nostra vita, l'unico tesoro, fuggevole ma inestimabile, che possediamo.Un abbraccio particolare a Monica


