martedì 2 maggio 2017

Aggiornamento

Mia suocera è a casa sua. Con una persona che l'assiste.
Ha fatto il circo, non voleva, non LA voleva.
Lei è una ragazza di 27 anni. E' molto carina e gentile. Non dorme la notte, per accompagnarla due o tre volte al bagno. E' lontana dal marito. E' calma e comprensiva. Si meriterebbe un po' di affetto oltre allo stipendio, ma mia suocera non è intenzionata a darglielo (l'affetto!).
Mia suocera è tornata se stessa: tosta e testarda, insensibile agli altri.
Un po' la capisco, le cose non sono andate come lei voleva: non è morta nel sonno senza soffrire, è ancora tra noi, debole e sofferente.
Ci fa pesare la situazione, ci dice che non la capiamo, come fosse una colpa, ci tratta anche male.
Mi fa pena, ma mi fa anche rabbia.
Alla fine della mia vita vorrei essere di esempio, vorrei essere amata, vorrei amare.
Vorrei essere grata.
Questo lo devo ricordare.



10 commenti:

  1. Mannaggia Ninin mi dispiace...però a voler sdrammatizzare un po di direi che dal penultimo post, dove era remissiva e disponibile, lei che è tosta e dura, mi pare stia meglio ....e' tornata se stessa

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    1. E' quello che abbiamo pensato anche noi, inizialmente.
      Ma in verità è sempre più magra e mangia sempre meno.
      Non so...

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  2. Cara Ninin, io ho vissuto la stessa situazione con Mada...ma con il passare del tempo la cosa è migliorata, anche se Mada se poteva, non si mordeva mai la lingua...quando poi la situazione è peggiorata si è accorta di come era brava quella ragazza...e come faceva di tutto per accudirla Per noi quella ragazza è stata di grande aiuto sopratutto alla notte quando non potevamo esserci e nelle ore di giorno quando eravamo a lavorare...Vedrai che le cose pian pianino andranno meglio...Non sentirti in colpa per come lei reagisce... del resto è fortunata poter essere rimasta a casa sua, è fortunata ad avere te, voi
    Un bacio

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    1. Anche oggi gliel'ho ripetuto, che pur nella malattia è fortunata, ma non se ne rende conto. Reagisce torturando gli altri.
      E le ho anche detto che non può pretendere che tutti quelli che le stanno intorno stiano male, perchè lei sta male. Mi ha detto che è questione di carattere...
      Non credo che si adatterà sai, è più facile che la badante soccomba.
      Io, da parte mia, sono esasperata, ma piano piano mi sto facendo una ragione del fatto che lei è così, arida, che non c'è niente da fare se non rassegnarsi. Ce la farò, piano piano.
      Un bacio grande

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    2. Come la penso lo sai già... mal comune mezzo gaudio? Mah... tu però sei già fin troppo brava! ;-)
      Un bacio!

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    3. Eh...tu la conosci anche...l'hai vista, anche...sai più cose di quante se ne possano scrivere...

      P.S. spero di passare la settimana prossima ;)

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  3. Da una parte forse è un bene... sono donne coriacee anche se ci fanno arrabbiare, è la loro scorza che le tiene "su", che a quell'età probabilmente significa "in vita". Avevo una prozia così. E' giunta a 102 anni brontolando. Una grande.

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    1. 102 anni!!!!!????? Onore a lei e soprattutto a chi ha sopportato il suo brontolio! ;)

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  4. Invece io preferirei essere d'esempio, amata e amare durante la vita. Verso la fine, invece, se in qualche modo potesse essere d'aiuto ad alleviare il dolore di un distacco, mi incarognerei parecchio.

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    1. In linea teorica la tua è una posizione molto altruistica, una dimostrazione di amore.
      Ma mi è capitato di essere testimone del fine vita di alcuni anziani e devo dirti che, oltre che ricordare con nostalgia quelli che mi hanno dimostrato generosità d'animo e affetto, la miglior reazione al dolore della malattia l'ho vista in uno zio di mio marito. Non aveva figli, aveva mio marito come nipote prediletto, aveva vissuto tante esperienze dolorose, ma era una persona generosissima, con un cuore grande e una discrezione assoluta, era allegro e sempre sorridente, una di quelle persone sensibili alle sofferenze altrui e sempre pronto ad aiutare. Sua moglie era morta da un anno, gli diagnosticarono un tumore al polmone a 80 anni, dopo una vita a fumare tantissimo, ebbene, lui era felice, felicissimo. Ci aspettava all'ospedale sorridente, ci teneva le mani e ci raccontava la sua giornata, scherzava, sapeva che sarebbe morto e lo desiderava, aspettava il suo momento godendo dell'affetto che gli davamo. E' morto nel giorno del compleanno di sua moglie. Il suo ricordo è sempre struggente e bellissimo: anche alla fine ci ha lasciato amore e questo ci ha dato serenità e riconoscenza. Ecco, non so se sarò così in gamba da essere come lo zio, ma il suo esempio mi riempie il cuore ogni volta che penso a lui. Un bacio

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