lunedì 10 giugno 2013

Il mio viaggio a Roma - Parte seconda: Muri antichi, code moderne, mal di piedi eterno!

Eccomi, a troppi giorni di distanza, a raccontarvi del week end a Roma, vi ricordate?
Eravamo alla levataccia del sabato.
Ci siamo sbrigati presto a far colazione, devo dire anche buona e abbondante.
Abbiamo atteso l'autobus, con la precisa sollecitazione della suora che seguiva i suoi spostamenti sul web (vedere una suora anziana, usare internet con tale confidenza, mi ha fatto un effetto di positivo stupore: mia madre o mio padre davanti a un pc vanno in panico!)
Siamo arrivati finalmente al Colosseo, il Piccolo Principe se ne riempie gli occhi, desiderava molto vederlo da vicino, la sua vista non lo delude.
Colosseo da dentro - foto del Piccolo Principe
Cerchiamo la coda, la sua fine, per metterci ad aspettare.
Gli italiani sono pochissimi, per lo più sentiamo lingue straniere, inglese, giapponese, CINESE!!! (non avete idea di quanti turisti cinesi abbiamo visto!), qualche spagnolo, forse sudamericano? Gli stranieri in Italia sono insopportabilmente maleducati, a casa loro stanno in fila pazientemente, qui ti calpestano i piedi, ti piantano i gomiti nei fianchi, ti spostano a furia di sederate. No, cari miei, io sono un'italiana educata, ma non fessa! Mi vuoi superare?! Stai molto attento/a a ciò che fai, non ho paura di pestare i tuoi piedi anglosassoni o asiatici, non ho paura di fissarti malamente negli occhi, non ho paura di scansarti! Chiaro!!! In più ho sbagliato scarpe, ho già 8 km che si fanno sentire sulla pianta dei piedi e qui, la coda è sul ciottolato! Turista straniero non avrai il mio scalpo!!!
La coda poi è una follia, i dipendenti del Colosseo ti fanno fare il serpentone tra le colonne: prima ci si allarga, poi ci si stringe, poi...ah eccola là!! Chiamo mio Marito: Guarda la casa di quell'ex ministro S., quella comprata a sua insaputa, quella che ha l'affaccio sul Colosseo, cavolo! si vede benissimo da qui! Proprio bella, non c'è che dire! Mi accorgo poco dopo che una coppia di mezza età si chiede dove sia la stessa casa, gliela indico, questo episodio della storia italiana, ha colpito il nostro l'immaginario, più di quanto credessi!
Coda alla biglietteria del Colosseo
Finalmente dopo un bel po' entriamo, ho i piedi dolorantissimi, il Piccolo Principe e mio Marito vanno a fare un giro su e giù, io mi godo i turisti. Mi piace molto guardarli, il loro abbigliamento, il loro modo di fotografarsi, cerco di indovinare quale rapporto li leghi, sono tutti accompagnati, raramente da soli. Gli europei si somigliano tra loro, anche se si riconoscono le varie nazionalità, gli americani e gli asiatici sono tutti diversi e mi chiedo quanti di loro davvero apprezzino ciò che vedono, quanto si rendano conto che qui 2000 anni fa c'era la civiltà, già molto evoluta, e nel loro luogo di origine, forse neanche l'uomo.

Giro del Colosseo finito, andiamo ai Fori, nessuna coda per fortuna, il biglietto del Colosseo vale anche qui.
I Fori mi hanno un po' deluso, sono lasciati troppo andare, ci sono poche indicazioni, erba troppo alta, trascuratezza e reperti antichi buttati per terra (per intenderci: a Parigi, ogni sasso sarebbe stato messo in una teca dorata!), mangiamo un frutto e ci dirigiamo all'autobus, prossima meta: le catacombe di Priscilla!
Inutile l'attesa dell'autobus, non arriva, il sistema non funziona, i mezzi pubblici sono un pasticcio! Prendiamo la metro, andiamo a Termini, speriamo in un collegamento da lì. La metro romana è uguale a quella di Milano di 10 anni fa...fate qualcosa!!!!
In ogni caso arriviamo, tappa al McPanino (avete capito, vero, che non si chiama davvero così!?)
Di nuovo attendiamo l'autobus, stavolta arriva abbastanza presto, saliamo, il Piccolo Principe si siede su un sedile destinato a chi ha difficoltà a stare in piedi, dopo poco sale un signore col bastone che gli chiede se può dargli il posto, lui si alza e il signore inizia a  chiacchierare con noi, simpatico, romano della periferia, ci dice lui dove dobbiamo scendere, ma prima, il Principe fa di nuovo accomodare una signora anziana che con l'altro tizio inizia a parlare delle votazioni, sono stanchi di come viene male amministrata la città, sono sfiduciati, la signora non voterà, il signore spera nel professore. Ad un semaforo siamo testimoni di uno scippo: una ragazza urla e strattona un giovane, sembrava fosse un pestaggio, invece la ragazza cerca di fermare il ladro del suo telefono, lui riesce a liberarsi e corre, alcune persone cercano di rallentare la sua corsa, una coppia, due giovani, lo rincorre, sono più freschi di lui, ci illudiamo che lo prendano, ma imboccano una via che non vediamo più. Siamo un po' scossi, siamo testimoni impotenti, ma sono strafelice che la turista non sia stata lasciata sola, qualcuno ha cercato di aiutarla, non so in quanti altri posti sarebbe successo!
Arriviamo alle catacombe, dobbiamo aspettare un pochino, non è ancora aperto.
Arriva un gruppo di inglesi, con la guida. La guida suona al portone ancora chiuso, gli dico "Apre alle 14.30", lui mi guarda, mi fa un sorriso e mi dice qualcosa, l'ho sentito un minuto fa parlare in inglese, ho l'impressione di non capire, poi sento una parola in italiano, ma lui è italiano! mi dice che se si suona, ti fanno entrare e aspettare nel chiostro, lo guardo incredula: mi aspettavo che non parlasse la mia lingua e quando invece l'ha fatto, con l'accento romano, ho stentato a riconoscere il mio i-dio-ma! Che i-dio-ta! La stanchezza inizia a dare i suoi effetti, rido, perchè lui sorride, gli dico che non riuscivo a credere che dalla bocca di un inglese uscisse una frase in romanesco, mi dice che è di madre inglese e padre romano, è simpatico, chiama i suoi clienti ed entriamo tutti.
Qualcosa non va, ci sono solo due guide per le catacombe e una settantina di inglesi, solo cinque persone, compresi noi, sono italiani, dovremo rassegnarci ad una visita nella lingua della regina Elisabetta! questa cosa mi indispettisce moltissimo: quando vai all'estero ti devi arrangiare, perchè nessuno parla italiano, anzi fanno di tutto per trattarti male, quando sei in Italia ti tocca sorbirti la guida in inglese perchè, poveri loro, non capiscono! Questa cosa proprio non mi piace! Vengono in Italia? Che almeno facciano lo sforzo di adeguarsi, la nostra poi è una lingua be-lli-ssi-ma!!!
Gli altri due turisti sono romani, non reggono all'affronto dell'inglese, torneranno un'altra volta, noi non possiamo posticipare la visita a domani, muniti di fogli con spiegazione seguiamo il gruppo di britannici! Uffa!!
Quando siamo sotto, però, dopo un po', in un angolo vediamo una suora piccola piccola dal gonnellone lungo lungo e i nostri due compari romani...uhm...uhm...mi faccio coraggio e mi avvicino "Avete cambiato idea? Siete scesi lo stesso?", una volta tanto impicciarsi degli affari altrui ripaga! "Abbiamo incontrato la suora mentre andavamo via e lei gentilemente si è offerta di farci da guida", "Aaahh! Allora, anche noiii!" dico ridendo, la suora ci accoglie con gioia, è fatta! Lei non è una semplice guida, è una delle vere esperte di catacombe romane, la chiamano ogni volta che trovano qualche buco sotto terra, sa tutto, risponde con competenza alle nostre domande, coinvolge il Principe con tenerezza e attenzione e sorpresa delle sorprese ci fa recitare un'avemaria davanti ad un'immagine della madonna di due millenni fa: meraviglioso! Questa è davvero un'esperienza umana prima che archeologica, un ricordo per sempre.
Cuore di rose nel giardino delle catacome di Priscilla

Usciamo di lì, inizia a piovvigginare, ci perdiamo nel parco di Villa Ada, incrociamo la casa splendida che fa da ambasciata egiziana e che occupa una buona parte del parco, i miei piedi fanno sempre più male. Troviamo dei ragazzi ai quali chiediamo di portarci fuori di lì, abbiamo visto troppi cartelli di gente scomparsa attaccata agli alberi, anche loro non hanno trovato l'uscita?! Aiuto!
Finalmente fuori, aspettiamo l'ennesimo autobus che arriva dopo che ormai ho perso la mia dignità e mi sono seduta sul marciapiede! Ecchecavolo!
L'ultimo pezzo invece lo dobbiamo fare a piedi, di nuovo, anche oggi abbiamo percorso i nostri 7/8 km, desidero solo farmi una doccia, massaggiare i piedi e mettermi a letto. I miei uomini vanno a cenare all'osteria dei laziali (per fortuna sono interisti, gemellati, altrimenti chissà che trattamento!), io mi guardo il telegiornale.
Quando arrivano, si lavano e... a letto! che domani ci aspetta Michelangelo!
-continua -

4 commenti:

  1. le catacombe mi mancano: che fortuna aver trovato la suora!

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    1. Io non le avevo mai visitare. Sono rimasta affascinata e la suora davvero è stata un incontro felicissimo, espertissima e simpatica, mi sembrava di essere in un film! ;)

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  2. Solo in Italia ti può toccare una visita guidata in INGLESE! In Italiano E in inglese era troppo faticoso? Se non fosse stato per la suora sarebbe stato un peccato.

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    1. Ma sai che rabbia! Poi per fortuna... :)

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