lunedì 17 giugno 2013

Una bambina africana legge fumetti italiani!

immagine dal web
Vi ricordate che ho svuotato la libreria?
Svuotare non è proprio esatto, ho ancora troppo libri non letti, che aspettano di fare la loro funzione e poi essere regalati.
In ogni caso, una felice coincidenza ha fatto in modo che la Paola svuotasse anche la sua, di libreria, e che avesse anche da parte i libri della libreria svuotata dei suoi genitori.
Quindi il  mercatino di beneficenza, a cui vi avevo accennato qui, è stato un successo.

La vendita serve a sovvenzionare l'acquisto di materiale per la scuola di italiano per stranieri e il doposcuola-recupero per i ragazzi delle medie della caritas della mia parrocchia.
Si chiedeva di prendere un libro e lasciare un'offerta libera, da un centesimo in avanti: nessuno ha lasciato un centesimo... tutti di più!
Tante persone hanno preso libri, qualcuno ha stazionato per diversi minuti, alla ricerca del non letto, a qualcuno è stato dato un libro senza la richiesta di offerta e invece si è ripresentato dopo, grato, con l'offerta non chiesta.
E' stata una bella esperienza, ma vi voglio raccontare un'immagine che mi porterò come ricordo.
Ad un certo punto si avvicinano delle bambine di origine africana. Non ci sono tanti titoli per bambini, qualche fumetto e qualche favola. Una prende in mano uno di questi libri colorati. La conosco, fa la scuola elementare, ha qualche difficoltà, è intelligente e simpatica, ma stare seduta al banco per lei è una tortura, si distrae, non ascolta la maestra, insomma fa quello che tanti bambini fanno: non resiste all'immobilità.
Le dico che può prendere il libro che ha in mano, anzi le chiedo di chiamare sua sorella e le sue amichette. Arrivano e tutte contente portano via tutti i fumetti  rimasti. Ed ecco il bello: dopo un po', lei ritorna, si siede sulla sedia che avevamo usato per esporre i fumetti ed inizia a sfogliare un libro un po' più impegnativo, sempre per ragazzi, ma improbabile da vedere in mano ad una bambina della sua età (troppe pagine, troppo poche immagini, insomma lo sapete!). Tutta impegnata accavalla le gambe, ci appoggia sopra il libro e si isola per un momento dal contesto: l'esperienza le piace  molto, si trasfigura in una bambina seria e presa dal suo "lavoro".
A me, vedere una bimba tutta colorata e vivace, presa dalla lettura, nella luce più tenue di una sera d'estate, mi ripaga di tutta la stanchezza e del caldo sofferto nella prima domenica di vera afa dell'anno, mi fa sognare che è dai bambini che tutto può ripartire e migliorare e mi fa credere fermamente che le differenze, che ci sono tra noi e gli altri popoli che hanno scelto di vivere in Italia, siano meno grandi di quanto ci preoccupiamo siano davvero.

4 commenti:

  1. Che bello Ninin. A volte basta poco per far avvicinare i bambini a qualcosa di apparentemente lontano dal loro mondo. Ed è così che si comincia a demolire le barriere, di qualunque tipo. Poco a poco.

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    1. Bisogna proprio partire dai bambini. :)

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  2. Sempre acuta ed intelligente. Vale

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