mercoledì 16 gennaio 2013

Il sasso nello stagno

Stagno delle ninfee di Monet - Immagine dal web

Carissimi e soprattutto carissime, oggi butto un sasso nello stagno e mi aspetto che faccia tante onde!

Poi, magari vigliaccamente, nascondo la mano, vediamo cosa salta fuori!
Ho letto un bellissimo libro, capitatomi  in mano per caso, volevo leggere qualcosa di Marcello Fois, ho preso il primo libro disponibile in biblioteca: NEL TEMPO DI MEZZO.
Ora questo libro è pieno di spunti di riflessione, messi lì, nascosti tra le descrizioni, in maniera delicata e intensa allo stesso tempo.
Tra le altre cose, ho trovato questo argomento, è il mio sasso, ve ne propongo la lettura e vi chiedo  di lasciare un commento relativo al vostro pensiero su ciò che viene espresso.
Per darvi un'idea, vi ambiento la questione.
Siamo in Sardegna, Nuoro, all'alba degli anni '50, un gruppo di donne, commentano con un'amica  una novità che riguarda l'innamorata di suo nipote, ultimo erede della famiglia, amatissimo.
(Tra l'altro nipote sardo -friulano! Come me! Giuro che non conoscevo questo particolare!)

 (...)Ora per esempio si dice che Cecilia Devoto vogliano metterla a lavorare come un maschio qualunque. 
Perchè il deprezzamento vero e proprio, per quel senato di donne in imbarazzo, non sta tanto nel fatto di lavorare - loro stesse hanno lavorato come muli - quanto nel rinunciare al proprio status di femmina.
Come farà a comandare fuori dalla sua cucina
A chi affiderà le sorti della famiglia, della casa, del patrimonio, mentre lavora? 
Nel loro universo regna il paradosso, perchè sono state educate a comandare solo a patto d'essere schiave.(...)

Secondo me queste poche righe suggeriscono un trattato sociologico sul ruolo della donna, ci vorrebbe forse un sociologo per parlare in maniera competente , ma, siccome noi siamo un "senato di donne", siamo autorizzate a dire la nostra!
INIZIATE VOI, SPARATE!

17 commenti:

  1. Donna del XXI secolo16 gennaio 2013 21:44

    Bhè calza esattamente con il periodo in cui è ambientato! Anni in cui a mia madre insegnavano che l'uomo doveva essere servito e riverito e l'ha portata oggi a mettere a loro agio gli uomini (mio marito e i miei cognati) ai pranzi di famiglia mentre noi figlie ci dobbiamo accontentare della gamba del tavolo che batte sul ginocchio!!! ha da poco digerito che una delle mie sorelle non sa cucinare, anche se è bravissima nelle piccole manutenzioni della casa!!! al giorno d'oggi possiamo contare sulla reversibilità di alcuni ruoli... almeno in casa!!!

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    1. La filosofia di certe generazioni è sicuramente "l'uomo è l'uomo", basta la parola!
      Ma secondo me, in questo brano c'è di più, c'è la dichiarazione che il potere femminile non viene sbandierato, ma c'è, anzi proprio perchè non manifesto diventa più efficace.
      Tua mamma, infatti, in un certo senso, decide che gli uomini (a cui al giorno d'oggi non importa nulla) devono essere più "comodi" delle donne e voi figlie, se non vi adeguate, avete la sua "riprovazione".
      In poche parole, quanto il potere femminile è influente (in maniera non autoritaria)? Chi gestisce oggi il potere all'interno della coppia? 50 e 50 oppure c'è comunque uno sbilanciamento da una parte piuttosto che nell'altra?

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    2. ma sai una cosa nini? Io penso che se nel mondo del lavoro o nella società in generale una disuguaglianza tra i sessi è ancora presente, nella coppia probabilmente è la donna a dettare "legge". Cioè, non che la donna nella coppia rende schiavo l'uomo. Però specie se si parla di coppie stabili, di quelle che hanno creato una famiglia, con dei figli...beh mi sembra che spesso sia la donna a far pesare le sue decisioni, a dare un certo indirizzo alla famiglia, forse anche perchè gli uomini su certe questioni spinose (specie riguardanti i figli ad esempio) spesso preferiscono defilarsi, non prendersi troppe responsabilità (di cui una donna invece nella maggioranza dei casi si fa carico).
      Un pò un controsenso, in effetti, dato che "nel mondo" sembra che siano sempre gli uomini a comandare...no?

      Non so se ho reso l'idea del mio pensiero. Non è che sia semplice esprimere un parere in questa questione delicata e complessa.

      Grazie dello spunto di riflessione, un bacio!

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    3. Hai reso bene l'idea. E il discorso è sicuramente complesso.
      La nostra società è maschilista. Ma le donne hanno mantenuto uno spazio di potere all'interno della famiglia, un potere che si esprime negli affetti, nel controllo della vita altrui, "nella cucina" intesa come cuore della famiglia.
      Anni di femminismo ci hanno un po' imposto un punto di vista, quello del potere economico, inteso come "chi porta a casa i soldi". Quello che comanda è perchè è indipendente dal punto di vista economico, quindi le donne per non farsi comandare, devono lavorare e guadagnare, è vero, chi potrebbe negarlo? Ma la persuasione, la mediazione nelle relazioni, l'educazione, non sono solo il frutto di chi ha potere economico, ma anche di chi sa gestire ottimamente il potere affettivo. In questo le donne non hanno rivali, fin da piccole.
      "Diventare come gli uomini", cioè seguendo il loro modello di potere, ci rende davvero più potenti di loro? Ci permette di comandare su di loro? Ci dà la vera indipendenza? O forse è tutta una favola e, mentre le donne corrono dietro al femminismo, perdono quella capacità di tessere relazioni, di stabilire l'esito degli eventi senza l'imposizione, perdono in definitiva la loro identità?
      E' un dubbio che mi assale da un po', cercando una femminilità che non deve per forza confrontarsi e gareggiare con la mascolinità, ma essere cosa a sè e, come tale, complementare.

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    4. La penso esattamente come te. L'importante è sempre un equilibrio nel rapporto di coppia, qualunque sia la scelta di vita e di lavoro, a parer mio.

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    5. Guarda, se per femmista si intende una che cerca di "diventare come gli uomini" la cosa non fa per me! Non vorrei mai essere come un uomo, ho troppo care le peculiarità del mio essere donna, dall'intelligenza del cuore, alla forza d'animo, alla capacità di essere punto di riferimento per i familiari, e così via.
      Il dubbio che ti assale è lecito e assolutamente io penso che la femminilità non può mutare in mascolinità, ma deve semplicemente (va beh....non è poi così semplice) essere complementare alla mascolinità, proprio come dici tu, Ninin.

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    6. Leggendo i vostri contributi, mi rendo conto di quanta necessità ci sia di riprendere uno spazio che sia nostro, non "copiato" dagli uomini, nè funzionale ad un ruolo di sottomissione. E' necessario rifletterci su...

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  2. Ora è un po' tardi ma prometto che ci penso - magari seduta nella mia nuova poltrona in ratta - e ti faccio sapere.
    Lo spunto è molto interessante.
    A domani
    Baci, Cri

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    1. volevo scrivere rattan! Forse è meglio che vada a dormire!

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  3. In quella società era stato trovato un equilibrio in cui uomini è donne avevano ognuno il proprio regno, la propria fetta di potere. Non vivrei bene in quel contesto ma lo comprendo.
    Talvolta temo che la nostra sia solo illusione di aver guadagnato molta più libertà o parità, vedo spesso che in realtà ad aumentare sono state solo le responsabilità. Non so fermare bene i miei pensieri, ma la frase che hai riportato ha un senso per me, è strano ma è così ...

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    1. Anche per me la situazione è confusa. L'unica cosa certa è che abbiamo, giustamente, cambiato il ruolo della donna, dandole la possibilità di essere più libera, ma non le abbiamo dato la sua identità, la sua propria identità, e invece chiediamo a noi stesse di essere tutto e il suo contrario: maschio, femmina, dura, morbida, spietata, comprensiva e potrei andare avanti in eterno. Secondo me, è arrivato il momento di domandarci cosa lasciamo alle nostre figlie, in crisi come noi sul loro posto nel mondo, senza preconcetti, guardando le nostre esperienze positive e negative.

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  4. La questione è complicata.
    Necessita di molte riflessioni.
    Forse ne farò un post.
    Forse.

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    1. Fallo, ti prego!
      Tu che hai tre figlie, hai un punto di vista sicuramente più ampio del mio! :)

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  5. CARISSIMA purtroppo secondo me con l'avvento del 'femminismo' e questa storia della parità dei sessi, le donne hanno perso molto della loro 'antica femminilità', dimenticando la fondamentale importanza all'interno del nucleo familiare...si sono forse fatte distrarre dalla ricerca del percorso professionale.., che conferisce loro lo 'status' di 'donne moderne'....e credo che si siano fatte un po' prendere la mano...risultato stress stress stress...
    vedo in giro troppe donne stressate che cercano di conciliare famiglia e carriera, sempre insoddisfatte e piene di sensi di colpa nei confronti dei figli....La questione, secondo me, non è di chi comanda su chi....ma di avere chiare in mente le diverse qualità del femminile e del maschile...
    tra loro complementari....
    la chiave è la MEDIAZIONE, non l'IMPOSIZIONE dell'uno sull'altro...almeno io la vedo così...

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    1. Ma allora cosa possiamo fare per cambiare rotta? Perchè è vero che le donne pagano il costo più grande! Ma l'emancipazione non doveva farci bene? Da dove dobbiamo partire per insegnare ai nostri figli la giusta via?

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  6. secondo me...dobbiamo partire da noi...essere la dimostrazione vivente di ciò in cui crediamo...
    e certe cose credi restano impresse nell'anima e nella mente molto piu' di mille discorsi per quanto appassionati....

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